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MICHELE GIUSEPPE CANALIS


Michele Giuseppe Canalis (chiamato da tutti “Beppe") nasce a Carmagnola (frazione di San Bernardo) il 18/03/1934.

Primo figlio di genitori poveri, che lavorano come cordai in un canapificio del tempo e svolgono anche l'attività di sacrestani.

Fin dai 5-6 anni dimostra la sua indole di gran lavoratore e persona giusta. Infatti durante la 2^ guerra mondiale si dà da fare, seppur piccolino, a raccogliere rami secchi per il fuoco di casa ed a spigolare quel poco di grano che cade da chi lo ha già mietuto. Ma “guai" a prendere legna verde o spighe dai covoni: “ è come rubare"!!

A 12 anni sfilacciava le piante di canapa secca che i contadini portavano nella casa paterna e non mangiava neppure la merenda per non perdere tempo.

Si sposa nel 1955 e nel '62 si trasferisce a Salsasio con moglie e figli.

Nel 1970, già inserito nel consiglio pastorale parrocchiale, invitato dall'allora parroco don Michele Sanino, entra nel gruppo Biblico. Andando a leggere la Bibbia nelle famiglie, lo colpisce profondamente il brano di MT.25,14-30 che parla dei talenti.

Dopo un anno di gruppo sente l'esigenza di convertire in fatti l'insegnamento ricevuto.

Si presenta l'occasione in cui don Michele Pessuto (vice-parroco) parte missionario fra i più poveri dell'Argentina e per le sue iniziative avrà bisogno di aiuto materiale.

Prendendo lo spunto dalle 2 o 3 raccolte carta annuali dei giovani (fatte per la parrocchia) incomincia a raccogliere carta e cartone in alcuni negozi.

Alle 8 di sera (al ritorno dal lavoro in fabbrica a Torino - dove svolge il compito di capo-officina) senza neppure cenare, prende la sua bici col carretto ed inizia il suo servizio ai più poveri.Vignetta di un uomo in bicicletta con sigaretta fumante e carretto carico al seguito

Neve, pioggia, gelo o nebbia non lo fermano.
Ben presto inizia a raccogliere anche ferro - vetro - stracci (nelle famiglie) e conferisce tutto il materiale in una casa vuota che la parrocchia gli dà come deposito.

Coi soldi ricavati dalla vendita di questi materiali riciclabili il parroco finanzia progetti dapprima in Argentina e poi in altri paesi in via di sviluppo, non dimenticando situazioni di grave emergenza in Italia (come scritto da lui stesso - su invito del parroco - nel bollettino parrocchiale del novembre - dicembre 1980 Testata del bollettino di cui si allega articolo >>scarica il documento in formato "word" compresso<< | >>scarica il documento in formato "pdf" Acrobat<<).

Nel frattempo la sua fede profonda lo spinge anche a riflettere sulle letture domenicali ed a ricavarne delle intenzioni di preghiera che venivano lette durante le messe.

Per alcuni anni, fa la “raccolta differenziata" per i più poveri con carretto e bici, dopo di ché il suo datore di lavoro gli dona un piccolo camioncino di seconda mano, col quale potrà caricare più materiale.

Nell' 84 va in pensione e così può dedicare più tempo a questa attività.

Dopo qualche anno il Comune di Carmagnola lo riconosce come “Pioniere della raccolta differenziata" e gli cede in prestito d'uso un'APE della portata di 9 q.li. Inoltre gli affida un contributo annuale che (inviato alla Parrocchia di Salsasio - S. Francesco) viene usato completamente per progetti nei Paesi in Via di Sviluppo.

Per dare un'idea del lavoro da lui svolto, scrivo qui di seguito i quantitativi di materiale che raccoglieva :

ANNO 1980 (uno dei primi anni di attività)
CARTONE E CARTA KG. 87.000
STRACCI
KG. 6.500
VETRO
KG. 33.000
MATERIALE FERROSO
KG.19.000
NYLON KG.1.350.
 
ANNO 1994 (l'anno prima della sua morte)
CARTONE E CARTA
KG. 169.380
STRACCI
KG. 11.260
VETRO
KG. 93.670
MATERIALE FERROSO
KG. 97.760
NYLON
KG. 5.870
RULLI PLASTICA
KG. 350
SACCHI MANGIME KG. 3.340.

Pur vivendo la maggior parte del suo tempo al servizio dei “più poveri fra i poveri" e della comunità di Carmagnola, è sempre presente in tutte le difficoltà e le esigenze della famiglia molto provata dalla sofferenza.

Pubblicazione "VANGELO 2000" Nel 1981, infatti, il figlio minore cade in un pozzo sul lavoro e resta paralizzato (come descritto nel libro di Renzo Agasso “Vangelo duemila" editrice Elle Di Ci 1990 alla pag. 345, dal titolo “Ecco uno come Pietro", di cui allego il testo >>scarica il documento in formato "word" compresso<< | >>scarica il documento in formato "pdf" Acrobat<<).

Si dedica, inoltre, come un padre ad un giovane tetraplegico del paese seguendolo assiduamente negli ospedali in cui veniva ricoverato.

Nel 1995 si ammala di cancro (malattia che affronta con dignità e forza d'animo) e si spegne il 06/10/1995.

 

 

 

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